Sigurros.fi
Cerviavìk 2010
vi odio perché vi amo /
Congiunture e vestigia di china
Dovrei, per questo libro già vecchio, scrivere una nuova prefazione. Confesso di non averne affatto voglia. Avrei un bel provarmici: finirei certamente col volerlo giustificare per quel che era e per reinscriverlo, nella misura del possibile, nell’oggi. Possibile o no, abile o no, non sarebbe onesto. Non sarebbe soprattutto conforme a quel che deve essere, rispetto a un libro, la riserva di chi l’ha scritto. Un libro si produce, avvenimento minuscolo, piccolo oggetto maneggevole. È da questo momento preso in un gioco senza posa di ripetizioni; i suoi doppi, attorno e lontano da lui, si moltiplicano; ciascun lettore gli dà, per un istante, un corpo impalpabile e unico; frammenti circolano, che sono fatti passare per lui, che si dice lo contengano quasi tutto e nei quali alla fine gli capita di trovar rifugio; i commenti lo raddoppiano: altri discorsi in cui deve infine apparire lui stesso, riconoscere le cose che ha rifiutato di dire, liberarsi di quel che, rumorosamente, fingeva di essere. La riedizione in un altro tempo, in un altro luogo, è daccapo uno di questi doppi: né completa illusione né completa identità.
Per chi scrive il libro, grande è la tentazione di dettar legge a tutto quello sfarfallamento di simulacri, di prescriver loro una forma, provvederli di una identità, imporgli un contrassegno che dia a tutti un certo valore costante. «Sono l’autore; mirate il mio volto o il mio profilo; ecco a che cosa dovranno rassomigliare tutte quelle figure raddoppiate che circoleranno sotto il mio nome; quelle che se ne allontaneranno, non varranno nulla; e il valore delle altre, è dal grado di rassomiglianza che voi potrete giudicarlo. Io sono il nome, la legge, l’anima, il segreto, la bilancia di tutti quei doppi». Scrive così la Prefazione, atto primo mediante il quale inizia a stabilirsi la monarchia dell’autore, dichiarazione di tirannia: la mia intenzione deve essere il vostro precetto; la vostra lettura, le analisi, le critiche, voi le piegherete a quel che io ho voluto fare, e sforzatevi di capire la mia modestia: quando parlo dei limiti della mia impresa, intendo limitare la vostra libertà. Sono il monarca delle cose che ho detto, su cui conservo una eminente sovranità: quella della mia intenzione e del senso che ho voluto loro attribuire.
Mi piacerebbe che un libro, almeno dalla parte di chi l’ha scritto, non fosse nient’altro che le frasi con cui è fatto; che non si sdoppiasse in quel primo simulacro di se stesso che è una prefazione, e che pretenda di imporre la propria legge a tutti coloro che negli anni a venire potranno essere formati da lui. Vorrei che questo oggetto-avvenimento, quasi impercettibile fra tanti altri, si ricopiasse, si frammentasse, si ripetesse, si simulasse, si raddoppiasse, sparisse infine senza che la persona cui è capitato di produrlo possa mai rivendicare il diritto di esserne il maestro, di imporre quel che voleva dire, né di dire quel che doveva essere. In breve, mi piacerebbe che un libro non si assegnasse da sé quello statuto di testo cui la pedagogia o la critica sapranno ricondurlo; ma che avesse la scioltezza di presentarsi come discorso: battaglia e, insieme, arma, strategia e urto, lotta e trofeo o ferita, congiunture e vestigia, incontro irregolare e scena ripetibile.
Questo è il motivo per cui alla richiesta che mi è stata fatta di scrivere per questo titolo di nuovo edito una nuova prefazione, non ho potuto rispondere se non una cosa: sopprimiamo allora la precedente. L’onestà sarà questa. Non cerchiamo né di giustificare questo vecchio libro né di reinscriverlo oggi; la serie di avvenimenti cui appartiene e che sono la sua vera legge, è tutt’altro che conclusa. Quanto alla novità non fingiamo di scoprirvela come una riserva segreta, come una ricchezza al primo colpo non scorta: è fatta unicamente delle cose che sono state dette sul suo conto, e degli avvenimenti nei quali è stato coinvolto. [...].
L'insufficienza del nostro dire
Se per la densità, la tortuosità, la sinuosità, l’ineffabilità del nostro sentimento trovassimo la parola giusta, questa la racchiuderebbe come una lapide sigilla una tomba. È infatti nella natura del sentimento non lasciarsi esaurire dalle parole che lo nominano e, grazie all’insufficienza espressiva delle parole, il sentimento può lasciar trasparire quello che è suo proprio: l’inesprimibile.
Il sentimento, infatti, vive proprio nel non riuscire mai a dirsi completamente, quindi nel suo custodirsi come riserva sorgiva di un’ulteriorità di significazioni, esattamente come la parola poetica che non nomina mai “questo” o “quello” se non per alludere a un’eccedenza di senso a cui nessuna parola propriamente corrisponde.
Per questo ogni parola dettata dal sentimento è orlata dal silenzio, dove risuona tutto il senso che la parola enunciata non riesce a dire. Ma chi vive il silenzio come una riserva di senso? Chi va alla ricerca del suo risuonare? Chi si pone sulla soglia del non-detto, che non è il taciuto, ma ciò che nessuna parola riesce propriamente a dire? Nessuno. Perché la nostra cultura, che è una cultura dell’inflazione delle parole, ama l’esplicitazione totale, l’enunciazione chiara, la significazione definita, e, temendo tutto ciò che sfugge al controllo, guarda con sospetto ciò che si sottrae alla verbalizzazione, come per esempio l’insondabilità del silenzio, l’impenetrabilità del segreto, e in generale tutti quei recessi dove la profondità del senso non si espone, non si esplicita, ma si custodisce.
L’insufficienza del linguaggio non è semplice povertà linguistica, ma segno che l’orizzonte del sentimento è molto più ampio dell’orizzonte della parola. E proprio là dove la parola manca, siamo nelle prossimità di un evento sentimentale non ancora usurato dal linguaggio o non ancora raggiunto nella sua abissalità.
Ma chi ama gli abissi del sentimento che non si lasciano esprimere nei modi di dire? Chi, senza terrore, sa porsi in ascolto di ciò che non giunge alla parola, e, proprio perché non si lascia codificare dal linguaggio abituale, è l’assolutamente nuovo che turba la quiete?
Noi, che diciamo di amare le novità, in realtà ci teniamo assolutamente lontani dall’insolito, dall’inusuale, dall’imprevisto, che sono i tratti con cui il nuovo si annuncia e, nel suo annunciarsi, inquieta. E allora bisogna essere forti per abitare i bordi del linguaggio, le sue insufficienze, le sue inesprimibilità che sono costitutive del sentimento, come ci ricorda Platone là dove scrive: «Gli amanti che passano la vita insieme non sanno dire cosa vogliono l’uno dall’altro. Non si può certo credere che solo per il commercio dei piaceri carnali essi provano una passione così ardente a essere insieme. È allora evidente che l’anima di ciascuno vuole altra cosa che non è capace di dire, e per ciò la esprime con vaghi presagi, come divinando da un fondo enigmatico e buio».
Due valigie
Do you speak arabic? * visa * Alì aka il pappone * Maysoon aka la timida, aka for(se)presto, aka maggiopresto * Anwar o Anwàr, a scelta * Amman * le città invisibili * una città invisibile * largo scorrimento * su e giù * colline * macerie * tutti smontano tutto * rimontano * fanno a pezzi * le coincidenze della vita * solo taxi * Mustascfka Jama * taxìììììììì * Shobak * Shobaki * un po’ di dati sul turismo * il tuo campo * qual è il mio campo? * in charge? * Alessandra! How are you? * Arianna al Movenpick * la delicatezza * ma ci sono qualità più interessanti * Crociati * l’amico arabo / my arabic friend * I know, I know (very well) * ah lady de fero! * rock men * rock embedded * Marm ROCK Men… diventerà un festival… * orsacchiotto abbracciato * invoice * mixed grill * vaffanculo hummus! * la felpa che cammina da sola * torna a Roma a piedi * ma perché gli uomini si lamentano sempre? * a braccetto con la camicia * quella da safari * da antropologo * una botta di freddo alla pancia * la madre badessa * ci fumiamo una sigaretta? * il Siq di notte * il silenzio * la voce dei passi * una croce di stelle * rami di fame * una poesia in dormiveglia * è scappata per sempre * Abraham & the arabic friends * Ghada/Rada * è uguale, lo sai come sono questi arabi… * Lucia / Lucilla * vediamo se ti fanno partire all’aeroporto * dimmi che non lo sai e falla finita! * il marito / l’husband * sue letti singoli vs. the big bed * but… is he your husband? * He is my colleague… anzi colleg * il Dehir * the View * l’amico arabo che pesa l’argento * il pazzo sul Dehir * guarda come è piccolo * è una questione di proporzioni * lo sguardo da lontano * Aroon, aka “la svolta” * Leida, la moglie de “la svolta” * Tiziana * canta l’opera sugli 800 scalini * but I know very well Tiziana * e sono brividi * mi viene da sboccareeee!!!! * thé / shai * turkish coffee * medium è troppo dolce * less sugar, please * shukran jazilen * mustash fa jama * pyssa… pussa non so… tanto sono arabi si può dire un po’ come cazzo ti pare * Jabal Webdey * Wembley? * Hillside * l’amico arabo (incazzato dentro al taxi) * giro di peppe * Petra e la piccola Petra * l’amico arabo (bbbeduino) * come come, yes yes * i ferrero roscè * regalo originale, ci stanno pure lì! * Umm al Biyara * Augé (Christian, non Marc) * Cermoc * cerca cerca e trovi l’Ifpo * l’amico arabo (quello con l’asma) * how much? * how are you? * fine thanks! * Is it possible to… * cacarella * ma perché gli uomini si lamentano sempre? * Imodium * santo Rifacol * e fermenti lattici… * carbone… ti sgonfia giuro, è vegetale… nero siii è carbone * Candles / Al Shumu * la salita * il muezzin alle 5 del mattino * il migliore è a Petra * angoscia romantica * straniante * e al tramonto * la giornata è finita, una in meno * gli amici arabi alle candele * Muhammad e l’amico scopereccio in camicia rosa * ma con i calzini bianchi * i camerieri gentili * l’occhio blu * un fiore in giardino * lei si è commossa * un raggio di sole che illumina l’albergo… e dopo si è “commossa” * Madaba * Franco * Ciao Franco, sono Lucilla! * Lucilla chi? * grande uomo * Nebo * il Papa e l’ulivo * non ci sono marciapiedi * i primi li ha fatti mettere Lucilla * stamps for my postcards? * li paghi 60jd 1 o quanto cazzo gli pare * anche le sigarette * viva le sigarette bianche * costa meno * ma quando fumerò solo una sigaretta al giorno chiamerò stefano * Acor? * Icor? * Ecor? * Lucia / Lucilla: la vendetta! * dove cazzo sta l’Acor? * il computer di sguincio * e lei sta al Mar Morto coll’husband * e galleggia… * …a stronza!! Anvedi come galleggi * you don’t sink * my colleg * the sacchett, * an appuntament * the benzin * ma perché gli arabi non parlano inglese? * io sono una donna di mondo… * ale come si ricarica il cellulare? Tu che sai le lingue ascolta la centralinista dell’orange * four dies (alla latina, perché sono poliglotto!) * un po’ anche spagnolo * cooperatìon espanola * sudamerica * Norvegia * Islanda * la meglio gioventù * sick * suk * un po’ Napoli * che fifata * odio Napoli * contrattiamo? 20… no 10 * il teatro romano * la X sul pavimento della Storia * ecooo * la voce espansa * you should try * foto * tante foto * troppe foto * pochi appunti* mortificati dallo sguardo * trimone * schiuss * stecca * le piene e le mezze * io quella marrone, Ale quella nera * Coke for me * l’ambasciatore * uomo d’altri tempi quello * il baciamano * il secondo segretario * che chiaramente ti dà buca * almeno ci ha provato (forse…) * Salve, sono la dottoressa Costantino (!!!) * la cooperazione * Cooperacion española * il palazzo omayyade * la chiesa bizantina * on the Cittadel * al Qala * la Chiesa della Mappa * Mediterraneo in tessere * maccheronic inglish * Mount Nebo aka Monte Nebo * padre Piccirillo * ma li ha presi i voti? * che ne sai sti frati… * e le sorgenti di Mosè * sotto le guglie di roccia * macchie di verde * e il Mar Morto * il lughi biblici * un posto buono per pensare * e stare da soli * in macchina * l’amico arabo che canta (sparato dentro l’orecchio) * rivaluto l'arabo parlato * e lei che guida come una matta * inversione a u * quante persone ho visto * spalmate sul parabrezza * senza assicurazione guidi tu * l’amico arabo generoso (quello dell’accendino) * i poliziotti arabi * generosi pure loro, ti danno un passaggio fino all’albergo * col cappello tedesco, con la punta * però sono Police, all’inglese * ti pare che sono gonfia * la pancia a palloncino * zitta donna! * non sopporto i dialetti * e neanche i cori russi * non nasconderti dietro a un muro troppo alto * che poi la gente si rompe le palle e se ne va * chi mi vuole mi cerchi * non mi svendo al primo che capita * cinque ore a parlare * quattro sigarette di fila * alla fine un pacchetto in fumo * un pacchetto da 1 dinàr * Marlboro light * my iron lung * poi spengono la luce * ci stanno sfanculando * where are you from? * Italy * ah Italy * bella Italia * most welcome * l'assorbente Cinderella * oh diooooo che nottata problemi di donne e cacarelle… che coppia! * Mohammed il cameriere… you are beautiful… ma lui è sempre tuo marito! * big bed * l’asino da formula uno (Ferrari / Alonso) * l’asino canterino (Michael Jackson) * povere bestie * coll’americano buzzicone in groppa * ciccione con la voglia del beduino * il tempio del leone alato (quello che mi è rimasto sul gozzo) * Ste lo vediamo dopo non fare sempre di testa tua… I know all… very well * il colombario * il ristorante e la puzza di piscio e cemento * a forza di essere vento * il museo archeologico di Petra (quale dei due?) * Shobaki… Ale che ne pensi? * nel 2008 tutto al Visitor Center * inshallah * la sabbia e lo sterco * il bbbbeduino galoppante * no woman no cry, no sugar no shai * il telefonino di Alì * sennò che ci sta a fare Alì * mi piaccio * e io ho molta stima di me stesso * 1 a 1 * palla al centro * sono meglio io di Dario (aka Claudio), no? * incontri mancati all’ombra del castello * arrivederci a Firenze 2008 * aspettiamoci (forse…) * Antony and the Johnsons * blue angel * divine * ogni tanto Moltheni * aspettando la ragazza dai denti strani * grazie Josè * sempre presente * sempre opportune le tue parole * carta d’imbarco in Saramago * miele * sempre mio * la coincidenza del muezzin * e i mori a Lisbona * Maria Sara e la Martelloni * la carezza fredda * lei la calda spagnola * io il freddo islandese * chicken, in ogni salsa * il receptionist rozzo * con la panzetta da alcol * l’amico Amir * forse un tantino maniaco * forse… ma io sono tornata dal mio orso husband * troppe spezie, che pure mi piacciono * arabic coffee * cardamomo * e scuoti la tazzina se non ne vuoi più * altrimenti ti viene da sbocca’ sul Dehir * maledetto nescafè * riesci a distruggere ogni momento romantico * l’urletto orgasmico in mezzo al Siq deserto * l’husband a letto con la febbre * il contrappasso * riso in bianco * il dolcetto sesamoso e la cacarella della prof * il medico in albergo * e il Re? Non va pure lui a controllare? * Rada… Rada anche nei cessi pubblici… sì ma è bella… ok ma che c’entra? Hanno una cosa bella e la devono mostrare * la camera singola * te la prendi con i pro e i contro * semmai chiedi * sono un uomo fatto, esigo rispetto * take it easy * take your time * che mondo meraviglioooso * cat stevens * lo sai che ora è, musulmano? * no, mi ci incazzo invece * a piedi per Amman * lo scazzo che aumenta * non ti lamentare * forse hai ragione * la puzza del gasolio * le strade monotone * solo agenzie turistiche * solo banche * solo fast food * solo pezzi di lavatrici * and so on… * il suk di sera * i colori della frutta * il vestito da bbbeduina * la moschea proibita * imbarazzo e rispetto * i gorilla dell’ambasciata * l’araba al gabbiotto * non capisce una parola * né inglese né italiano * il gorilla dell’Acor * non sa a cosa fa la guardia * Wadi Rum * deserto rosa * rocce rosse * sole arancio * arbusti verde bruciato * la jeep e la guarnizione che se ne va per i fatti suoi * i mattoni di Lawrence d’Arabia * Lawrence springs?? * No no * l’amico John aka il matematico germanico * I studied mathematics, can I help you? * figura di merda * io ho messo 15 JDei (o DJei, è uguale) * la moneta musicale * no stef (!), tu non hai capito * no prof. io invece ho capito benissimo * sempre 3 copie * se ognuno prende 3 copie poi le copie diventano 9 * con evidente spreco di carta * lo dice pure l’amico germanico * dall’alto della sua serafica sapienza * Stefano paleografo * impiccato sui massi * senza l’amico matematico stavo ancora lì * a guardare le iscrizioni * che cazzo di foto fai? * sono tutte uguali * i primi piani della bbbbeduina velata * la guida che non guida * niente inglish * la fotografia etnografica * la bambina di Petra * io sì * lo spilungone australiano no photo * la mensa dell’università * l’assistente di Alì * è più vecchio di lui * mondo al contrario * le ragazze arabe * i capelli neri * gli occhi neri * ma siete arabi? * hai dei figli? * quanti ne vorresti? * dai che mi piacciono questi discorsi * vado a madrid * forse mi sposo uno spagnolo * comunque sarà… LUNA * tatuaggio * sole… ma anche un po’ luna * abisso * gli occhi azzurri * meglio il profondo * cielo * tutta la verticalità del mondo dentro gli occhi * tante con il velo * sono belle lo stesso * forse di più * dentro i vestiti occidentali * le ricevute * invoice… insurance… ma quale cacchio significa quello o questo * ma chi me lo ha fatto fare * stasera pago io * come Fiorello * dal 12 non peserò più sul nostro budget * sono arrivati i rinforzi * finalmente all’Intercontinenatal * alla Manina con Alì * abbarbicata ai gangli del potere * questa politica le frutta assai * onestà intellettuale e professionale * voglio un guru * io ce l’ho * Padiglione dove sei nel momento del bisogno? * il potere causativo delle parole * e bravo Malinowski * prego Alessandra, presentati * sorrisino da ebete * I’m interested in museums * Stefano, fai qualche domanda a Maggiopresto * prima guardo, poi domando * così è se vi pare * mi piace usare le parole giuste * parla chiaro * a parla’ chiaro se va * Dada tracta sunt o est? * est * dada è neutro * il Museo delle automobili del re * cioè il museo del re * ritratti dappertutto * neanche fosse un belvedere il re * Saddam in salsa agrodolce * mettessero Rania almeno * il Memoriale dei Martiri (altisonante) * il cubo dell’architetto * il nice museum dell’archeologa * i manichini cinesi del museo del folklore * sono meglio i manichini arabi * almeno non sembrano malati * ma chi ve l’ha dati quei manichini? * la gallina americana * la macchinetta scarica * proprio quando serve * come la spillatrice senza grappette * proprio quando serve * che assurdità... * dammi le tue foto * però non le tagliare e non le ritoccare * ti sta dicendo che non si fida di te * mi fido di me * la mia luce che mi aspetta a casa * insieme ad una questione da sistemare * occhi belli * olive dolci e mandorle amare * il mio amico Simone * non è il tuo tipo * il mio amico Steno * sotto la neve * io Togliatti e lui Stalin * ma io lo conosco, ha i capelli lunghi? * non direi * la mia amica speciale * il mio tesoro * come Gollum * come Petra ha il suo faraone * una parte di me resterà sempre innamorato di lei * ci capiamo con gli occhi * vedere / guardare / notare * me ne bastano tre * le tue (tante) care amiche * donne di mare * un morso alla testa del polpo * auann, appiccia! * disse la gocc’ a la rocc’… * il fumo * le sedie davanti al candels * il colmo per un architetto? non poter salire più in alto del primo piano… * la mamma… la figlia, Giorgio, Alessandro, i figli e la filippina * illegalità * ma quest’architetto è come un cuoco allergico alla cipolla * il sopracciglione * il narghilè * si legge senza n * non hai capito… * serve per decidere al Cave Bar * le sorti del mondo dipendono dalle mie fumate di narghilè * mi sposo un arabo allora? * Natashkuska & le russe * la mora ammiccante * la palla al centro pista aspettava solo la mora e stefano… anzi steeee * l’amico arabo (frustrato, poverino) * ma che poverino! anche per un secondo in vita sua avrà potuto avere di più? * forse preferisce la vodka * ramadan * per fortuna è finito * altrimenti dovevamo mangiare in bagno… tu non sai… io vengo qui da 10 anni… e ho mangiato nascosta nei cespugli * discorsi sull’amore fraintesi… forse anche il luogo non era molto suggestivo…. toccate di culi russi… odio le russe… * pregiudizi * un po’ mi fa pena * ha bisogno di compagnia * come tutti * bisogna imparare l’arte della pazienza * ma perché gli uomini si lamentano sempre? * il pub dell’Hillside * minareto * di mattoni * di ferro * solo gli altoparlanti * il muezzin elettronico * preferisco quello cieco di Josè * la valigia del viaggiatore * quella che è sempre più pesante al ritorno * piena di parole ammucchiate * stropicciate * certe ripiegate con cura * perché non si rovinino * sarà la turbolenza a sciuparle * cappuccino-cacata all’aeroporto * bibitone di thè * il romagnolo deficiente * al sedile dietro * dai papi, giochiamo a dama * è l’aereo figo * film in inglese * la mappa che si aggiorna * la romagnola che ha fretta * fermano il traffico dentro l’aereo * ma dove cazzo devi andare? Idiota! * applauso all’atterraggio * siamo italiani * italiani veri * come Toto Cutugno * oddio… la suoneria del magnaccio delle russe * un incubo! * sola con le russe e gli arabi… stefano al telefono… lancio una scarpa? no ho entrambe le scarpe al suo ritorno… vuol dire che ce l’ho fatta… tutto alla grande * sono pur sempre una terrona * le donne del sud stefano… non sai che forza hanno! * ancora di più le donne arabe * le donne del deserto * mi aggiusti la macchina fotografica non ci sto capendo niente… ne ho tre ma non ne so usare neanche una * papà * sì sono arrivato * aspetto il bagaglio * or che il viaggio si conclude * sentirai malinconia * ma con questa rima rude * ti darò un po’ d’allegria * ogni luogo visitato * trova un posto nel tuo cuore * e solo dopo ritornato * puoi apprezzare il suo valore * e quante altre parole * andranno perse nel tempo * come lacrime nella pioggia * uohhhh ohhhhh river of sorrow * don’t swallow this time / tornare… volver… l’uomo nordico ha conosciuto un po’ di flamenco… sentì que es un sofio la vida * dulce recuerdo * encadena mi sonar * neruda * mare * oceano * solamente la ardiente paciencia harà que conquistemos una esplèndida felicidad \
...grazie alla dott.ssa Alessandra Costantino
La valigia del viaggiatore
Le mie parole
le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate poi centellinate
sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzaresono lampi dentro un pozzo cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto oppure ho creduto di dire
lo ammettostrette tra i denti
passate ricorrenti
inaspettate sentite o sognatele mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornaresono notti interminate scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
sono mio padre e mia madre
un bacio in testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venirestrette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate sentite o sognate
spade fendenti
al buio sospirate perdonate
da un palmo soffiate
