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Arborea

22 dicembre 2010
Non esistono alberi belli e alberi brutti, esistono solo per qualche giardiniere censore o poeta da rimario. Il tempo dell'albero assomiglia al mio, è il tempo curato e riepito di vita, il tempo più bello che ci sia al mondo. Guarda quell'albero che ti indico col dito, ha il tronco che sembra ritorto da qualche mano gigante, o da un grande male. È bello come quel pioppo dritto e superbo. E quel pino? Si è inclinato e sghembato, per cercare il sole. E guarda, giro la testa verso quel vecchio albero lebbroso di muffa e funghi. Belli, tutti, in ogni stagione. Eternamente vivi, frustati dalla pioggia, piegati dal vento e poi di nuovo immobili. Guarda lassù il cedro, sostiene una gazza sul ramo, il ramo si inclina. Non sembra che la tenga delicatamente in mano?

[…]

Stare sdraiato per me è naturale,
Allora il cielo e io ci parliamo davvero
E sarò utile il giorno che sarò sdraiato per sempre
Finalmente gli alberi mi toccheranno
I fiori avranno tempo per me

Stefano Benni, Achille pie' veloce


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Il platano figlio

14 novembre 2010
Quest'uomo che accompagna il viaggiatore è tra i sessanta e i settant'anni. Lavora qui fin da ragazzo, e il platano che adesso sta facendo ombra a tutti e due l'ha piantato proprio lui. «Quanti anni fa?», domanda il viaggiatore. «Quaranta». Domani l'uomo morirà. Il platano è ancora giovane: se non l'attaccherà la malaria né vi si abbatterà sopra un fulmine, ne avrà per cent'anni. Accipicchia, com'è resistente la vita. «Quando io morirò, rimarrà lui», dice l'uomo. Il platano lo sente, ma fa finta di niente. Davanti agli estranei non parla, è un principio che seguono tutti gli alberi, ma quando il viaggiatore se ne sarà andato dirà: «Non voglio che tu muoia, papà». E se al viaggiatore domandano come lo sa, risponde che lui di conversazioni con gli alberi è uno specialista.

José Saramago, Viaggio in Portogallo


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Dafne

6 giugno 2010

Nei mesi con il bianco addosso e intorno, l’uomo diventa visionario. Con il sole nelle palpebre abbagliate la neve si trasforma in frantumi di vetro. Il corpo e l’ombra disegnano l’articolo il. L’uomo sulla montagna è una sillaba nel vocabolario.



Gli alberi di montagna scrivono in aria storie che si leggono stando sdraiati sotto.

Erri De Luca, Il peso della farfalla



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...l'albero è mite: la sua vecchiaia un riparo più vasto per gli uccelli

4 luglio 2007
Si può amare un albero perché dà pace, perché non ha mai volato, proprio come noi, ma sostiene il segreto dei voli.
Francesca Matteoni, La betulla